Friday 2 January 2026 - 12:35
Allarme di un esperto politico sulla grave situazione in Siria: le minoranze vengono gradualmente eliminate

Iyas al-Khatib lancia l’allarme: le minoranze di Tartus e Latakia rischiano l’eliminazione, vittime di repressioni e violenze mirate mentre rivendicano dignità e autodeterminazione.

Agenzia Hawzah News – Iyas al-Khatib, esperto politico e docente universitario, avverte che le manifestazioni odierne a Tartus e Latakia — finalizzate a rivendicare il diritto all’autodeterminazione e il rispetto della dignità umana — sono l’esito prevedibile delle tensioni politiche in corso. Secondo al-Khatib, quanto si osserva conferma che, fin dall’insediamento dell’attuale governo in Siria, è stata perseguita una strategia volta a cancellare la dignità nazionale dei siriani, con impatti particolarmente gravi sulle comunità minoritarie.

Al-Khatib rileva che gli sviluppi lungo la costa siriana rappresentano la naturale prosecuzione delle trasformazioni già in atto ad al-Suwayda e nel nord-est dell’Eufrate; denuncia che la comunità alawita è sottoposta a una repressione capillare e che un’ampia operazione di copertura mediatica, orchestrata dall’autorità di al-Jolani, mira a occultare la reale portata e la gravità delle violazioni subite.

Ha denunciato che molte prove documentali raccolte sul campo restano confinate a livello locale e, sotto la pressione del governo, non vengono rese pubbliche; chi tenta di riprendere immagini o video è sottoposto a restrizioni, intimidazioni e minacce che ne impediscono la diffusione.

Al-Khatib denuncia di ricevere quotidianamente segnalazioni — spesso corredate dai nomi — su giovani e adolescenti della regione costiera vittime di uccisioni mirate che il governo non rende pubbliche, aggiungendo che gli omicidi proseguono a Tartus, Latakia, Baniyas, Jable e nelle periferie occidentali di Homs e Hama, e in alcuni giorni il bilancio delle vittime raggiunge le decine.

Le manifestazioni si sono svolte in risposta all’appello del capo del Consiglio supremo islamico degli Alawiti, Sheikh Ghazal Ghazal (foto), che aveva convocato proteste pacifiche in Siria e all’estero. I partecipanti hanno scandito slogan esigendo la fine degli omicidi e giustizia, hanno condannato con forza l’esplosione che venerdì scorso ha colpito la moschea dell’Imam Ali a Homs e hanno richiesto il rilascio dei detenuti arrestati arbitrariamente dopo la caduta del precedente governo.

A cura di Mostafa Milani Amin

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